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Il fotografo matrimonialista

Senz'altro, il mercato fotografico ha attreversato, durante l'ultimo decennio, una serie di radicali cambiamenti di paradigma, che hanno reso la fotografia alla portata di tutti. Da un lato, l'evoluzione tecnologica ha indubbiamente portato con sè grandi vantaggi, sia per il fotografo che per l'osservatore degli scatti, dall'altro essa stessa si è rivelata essere la principale causa di una percepibile tendenza a sottovalutare la scelta del fotografo per il giorno più bello della vita.
Tutto ciò si riflette spesso, certamente dopo aver esaminato la qualità degli scatti, nella necessità di dover scendere a compromessi spiacevoli.
Il miglior complimento che qualunque fotografo matrimonialista vorrebbe sentirsi dire è "...a dire il vero non ci siamo nemmeno accorti della tua presenza!": ecco, quindi, che inizia a delinearsi la mia concezione di fotografia nel contesto di una cerimonia come un matrimonio (ma vale lo stesso anche, ad esempio, per una prima comunione ed, in generale, per qualsiasi evento importante della nostra vita). Una concezione che pone le sue fondamenta sulla discrezione e sul rispetto dell'intimità di un evento importante, in primis. In secundis, una preliminare ed attenta pianificazione della giornata non solo contribuisce ad evitare perdite di tempo e...di tutti quei piccoli dettagli che vanno a fare la differenza, ma (e soprattutto) aiuta il fotografo a trarre ispirazione e pensare. Solo così sarà possibile ottenere una qualità costante lungo tutta la durata della cerimonia.
La padronanza della tecnica e dell'attrezzatura gioca un altro ruolo fondamentale, in quanto le conseguenze della scelta di quanti (e quali) ottiche portare ed a quali corpi macchina abbinarle, piuttosto che la scelta del tipo di illuminazione (flash o luce ambiente) oppure il formato di scatto, influiscono sulla qualità finale che il fotografo potrà presentare ai clienti stessi ed a quelli potenziali come biglietto da visita.
Prediligo l'utilizzo di lenti ad elevata apertura e reflex capaci di mantenere un'ottima qualità di immagine anche a sensibilità di scatto molto alte, si parla di valori dai 2000 ISO in su: la mia scelta di dare precedenza assoluta alla luce ambiente rimanda (forse) ad un tratto distintivo del mio carattere.
Esso mi porta talvolta a volermi privare il più possibile di filtri che potrebbero interporsi tra me ed il soggetto che vado a ritrarre: non a caso, un buon ritratto viene costruito prima, durante e dopo la mera fase di scatto.
In linea di massima, la lunghezza focale di una lente utilizzata per scattare un ritratto è inversamente proporzionale al grado di soggezione, imbarazzo in cui potrebbe trovarsi (...ma stento ad usare il condizionale) la persona ritratta, specialmente se si ci si trova in un luogo affollato. Allo stesso tempo, anche solo un sorriso o qualche chiacchiera potrebbero regalare uno splendido ritratto scattato con un 35mm.
Ecco che anche quelle piccole azioni che paiono insignificanti possono fare la differenza, fare emozionare.

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